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Spese di viaggio in crescita nella Penisola

CWT

In Italia la spesa delle aziende per le trasferte cresce a ritmo più elevato dell’economia del Paese (+1,9% contro lo 0,1%) e tocca i 20,6 miliardi di euro. A rivelarlo è l’Osservatorio Business Travel, nato dall’unione delle ricerche svolte sul tema dall’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano con quelle del Center for Advanced Studies in Tourism (CAST) dell’Università di Bologna, e di cui CWT è partner. Dai dati, presentati ieri durante un convegno a Milano, emerge che il mercato nazionale cresce del 2,2%, mentre il mercato internazionale sale dell’1,8%, sintetizzando dinamiche di prezzi e viaggi contrastanti: nel segmento intercontinentale, infatti, la spesa delle aziende è sostenuta dalla crescita dei pernottamenti e dalla rivalutazione del dollaro, mentre a diminuire è il costo del trasporto (-2,0%). Proprio il trasporto è la voce più rilevante nel budget delle imprese italiane (57% della spesa). Il progresso, rispetto al 2018 (+1,6%), è guidato soprattutto dai segmenti ferroviario e su gomma. Per quanto riguarda gli altri servizi, la spesa per gli alloggi segna un aumento dell’1,9%, mentre quella relativa alla ristorazione registra un +3,4%. L’instabilità dell’attuale quadro politico-economico si riverbera anche sulle attese dei travel manager per il 2020: la metà del campione prevede, infatti, un 2020 stazionario rispetto al 2019, con un incremento della spesa tra l’1,5% ed il 2,7%.

«A influenzare maggiormente le dinamiche del Business Travel nel 2020 e negli anni a venire – ha affermato Andrea Guizzardi, Direttore dell’Osservatorio Business Travel - saranno le variabili in grado di modificare le catene di approvvigionamento esistenti nell'industria globale. Tra queste, l’apprezzamento dei tassi di cambio delle economie avanzate così come le guerre, siano esse commerciali o sul campo, che generano incertezza e aumentano i costi di trasporto, senza dimenticare le politiche mirate a frenare le emissioni di gas a effetto serra». 

l business travel journey è digital, ma la componente umana resta fondamentale
Lo studio si sofferma anche sullo stato di digitalizzazione dei processi legati ai viaggi d’affari nelle aziende italiane. La quasi totalità delle imprese (98%) sta adottando tali strumenti, in primis per i servizi di pagamento elettronico (presenti nel 90% dei casi) e per la prenotazione (71%). Solo il 58% del campione, invece, utilizza strumenti digitali per la rendicontazione delle spese. 



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«Se da un lato è la digitalizzazione è in atto – ha sottolineato Eleonora Lorenzini, Condirettore dell’Osservatorio -, dall’altro il ricorso a figure esperte specializzate rimane molto rilevante: il 74% del campione si è infatti rivolto a un’agenzia esterna per la prenotazione dei servizi di viaggio. Parallelamente, cresce il ricorso a strumenti digitali come self booking tool o online booking tool messi a disposizione proprio da agenzie e Tmc: vi si affida il 33% delle aziende (+8 punti percentuali rispetto al 2017)». In significativo calo invece (dal 23% al 14%), la quota di chi si affida a self booking tool non collegati ad agenzie o TMC. Si tratta di «un segnale di come la componente umana - ha commentato Lorenzini - sia fondamentale in un contesto quale quello business, in cui la mediazione di un esperto è essenziale per soddisfare esigenze di viaggiatore e azienda».